ROBERTO ROSSELLINI A QUARANT’ANNI DALLA MORTE

Quaderno 4014

pag. 520 - 534

Anno 2017

Volume III

ABSTRACT – Roberto Rossellini è morto il 3 giugno 1977, all’età di 71 anni, mentre era ancora in piena attività. Aveva dedicato gli ultimi 15 anni della sua vita all’elaborazione di un progetto enciclopedico, che potrebbe essere indicato come la storia del pensiero umano dagli albori dell’umanità fino ai nostri giorni, esposta per tappe con il mezzo audiovisivo.

A quarant’anni dalla morte di Rossellini, il nipote Alessandro, figlio di Renzo, che sta girando un documentario sul nonno, visto attraverso i ricordi dei discendenti, alla luce della mia frequentazione con lui, mi ha chiesto di dirgli qual è, secondo il mio punto di vista, l’eredità che il regista ha lasciato a figli e nipoti. La risposta non è facile. La prima cosa che mi viene in mente è che l’eredità di Rossellini consiste soprattutto nell’insieme delle sue opere: una cinquantina di film realizzati in poco più di quarant’anni. E la mia impressione è che Rossellini abbia fatto sempre lo stesso film. Un unico, lungo film, che va da Fantasia sottomarina a Beaubourg. La linea di pensiero è sempre quella: la lotta dell’uomo per la conquista della libertà.

Ma l’uomo non può dirsi veramente libero se, dopo aver lottato contro coloro che cercano di coartare dall’esterno la sua libertà, non rivolge le armi di cui dispone contro se stesso, riuscendo a vincere il proprio egoismo. Da qui l’importanza accordata alla religione, che attraversa tutta la filmografia di Rossellini.

Come dubitare che Rossellini sia un uomo di fede? La sua fede si esprime non soltanto nelle pellicole che ha dedicato ad argomenti esplicitamente religiosi, ma si può dire che sia come una presenza invisibile che accompagna ogni altro suo film. La cifra segreta di quelle immagini, nelle quali il fenomeno umano è sviscerato nella sua essenza e collocato in una luce che è quella dell’eternità. «L’immagine di Gesù – diceva Rossellini – è amore e umiltà. L’amore e l’umiltà sono l’unico mezzo con il quale ci si può opporre all’orgoglio, alla viltà, al desiderio di competere, di imporsi, di affermarsi. Gesù ha preso a proprio carico il male degli altri. È tutto quello che dobbiamo fare se vogliamo stabilire un modo di vivere in una società basata sulla fraternità e sull’amore inteso in senso assoluto».

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ROBERTO ROSSELLINI. FORTY YEARS ON SINCE HIS DEATH

Roberto Rossellini died June 3, 1977, at the age of 71, occurring while he was still very active. He had devoted the last 15 years of his life to the elaboration of an encyclopaedic project which could be described as the history of human thought from the dawn of humanity to the present day. Depicted in stages according to the criteria of Comenius (a Moravian pedagogue who lived between the sixteenth and seventeenth centuries) with the audiovisual medium. This was the last battle of a director whose films draw substance from the struggle of man for the conquest of freedom. But, man cannot really be said to be free if, after struggling against those who try to restrict his freedom from outside, he does not address the weapons he possesses within himself, to succeed in overcoming his own selfishness. Hence the importance accorded to religion, which is present in all of Rossellini’s filmography.

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