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RAFAEL TELLO

Pensatore creativo del cristianesimo popolare

Quaderno 3997

pag. 81 - 93

Anno 2016

Volume I

ABSTRACT — Rafael Tello (1917-2002) è stato un teologo sistematico argentino, solidamente tomista, di cui si possono mettere in rilievo tre caratteristiche.

La prima è che la sua teologia è inseparabile dall’azione pastorale nel mondo. La seconda è che egli è rimasto ostinatamente fedele agli insegnamenti e alle tradizioni della Chiesa, anche quando a volte gli sembrava di andare in direzioni nuove o inedite. A questo proposito, parlando di Tello, E. C. Bianchi osserva: «Qualsiasi problema possano avergli arrecato le sue posizioni teologiche e le sue iniziative pastorali, egli ha sempre pensato nella Chiesa e si è preoccupato di presentare la sua teologia nell’alveo del Magistero e della ricca Tradizione ecclesiale». Una terza caratteristica di Tello è la sua concezione estesa dell’opzione per i poveri, da lui legata a quella del concetto di pueblo.

Tello sosteneva che la specifica esperienza latinoamericana manifesta che il messaggio di Cristo viene meglio comunicato desde el pueblo, cioè dall’interno della cultura stessa del popolo; piuttosto che appoggiarsi sull’illuminista cultura moderna o sulla cultura ecclesiastica, per quanto interessanti queste possono essere. Così il Vangelo e altri insegnamenti possono diventare vita, evitando quella tentazione di superficialità di cui ha parlato papa Paolo VI nell’Evangelii nuntiandi, quando ha messo in guardia da quella fede che talvolta resta in superficie, come la vernice. L’evangelizzazione deve avvenire «da dentro a fuori», non «da fuori a dentro».

Rafael Tello inoltre accorda un posto di particolare importanza ai poveri, anche in quanto mediatori privilegiati della presenza di Dio, il volto di Cristo nel mondo, e fonti di una particolare ermeneutica, una lente per interpretare e discernere la volontà di Dio per tutto il suo santo popolo.

Tello ha intrattenuto una collaborazione densa di stima con Lucio Gera (1924-2012), un altro sacerdote diocesano, nella Facoltà teologica dell’Università Cattolica Argentina (Uca). Entrambi hanno preso parte al periodo di rinnovamento ecclesiale avviato dal Concilio Vaticano II. Hanno partecipato all’elaborazione delle conclusioni rivoluzionarie del Documento di Medellín della Conferenza dell’episcopato latinoamericano (Celam).

Bergoglio ha conosciuto Gera e Tello al tempo dei suoi studi nel seminario Villa Devoto alla Uca, prima di trasferirsi dai gesuiti nel 1959. Entrambi sono considerati i padri di quella che ha finito per essere chiamata teología del pueblo, la specifica versione argentina della teologia della liberazione, che all’analisi marxista ha preferito un metodo teologico in cui, come punto di partenza, si dà rilievo all’analisi antropologica storica e culturale.

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