MATTEO RICCI E LA CULTURA CINESE

Quaderno 3832

pag. 319

Anno 2010

Volume I

Esaminando le principali caratteristiche della strategia missionaria di Ricci, l’articolo vuole dimostrare che quel metodo non è suo merito esclusivo, ma è frutto dell’interazione tra «l’Io e l’altro», cioè tra il missionario e il popolo cinese. L’adattamento alla cultura cinese è dovuto al forte influsso del confucianesimo, che spinse i gesuiti a prendere le distanze dai buddisti. La propagazione dall’alto, cioè l’accostamento anzitutto alle classi elevate, era dovuto alla necessità di avere validi appoggi per penetrare nella mentalità cinese. L’uso della scienza al servizio della propagazione della fede è stato favorito dai grandi interessi scientifici degli studiosi cinesi. Infine l’accettazione dei riti confuciani, in particolare funerari, che i gesuiti consideravano riti civili, fu facilitato anche dall’attenzione da parte dei cinesi. L’Autore è professore di Sinologia all’Università Cattolica di Lovanio.

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Letterati confuciani e primi gesuiti in Cina

Il gesuita Matteo Ricci (1552–1610) rappresenta un punto di svolta nella conoscenza della Cina e del dialogo interreligioso. Uno dei concetti base per poter portare avanti la sua missione fu quello dell’amicizia, tanto da pubblicare nel 1601 a Pechino un...