LUCIO DALLA. PRIMO TEMPO

Quaderno 3883

pag. 105

Anno 2012

Volume II

Lucio Dalla. Primo Tempo, Milano, Editoriale Corriere della Sera, 2012, 168, con ill. e dvd.

Si tratta di un vero e proprio instant book, confezionato sull’onda emotiva provocata dalla morte improvvisa di Lucio Dalla (Bologna, 4 marzo 1943 – Montreux, 1° marzo 2012).

Egli soleva ripetere che la morte non gli faceva paura, ma che è soltanto il secondo tempo (da qui il titolo) della partita della vita. Il fascicolo si presenta come un grande album, con gli scritti di Mario Luzzatto Fegiz, Renato Franco, Andrea Laffranchi, Maria Volpe e altri, ricco di illustrazioni a colori e in bianco e nero, dove la vita del cantautore bolognese è scandita non soltanto dalle sue canzoni, dai suoi dischi, dalle sue interpretazioni, ma anche dai suoi progetti per recital e spettacoli, dalle sue collaborazioni con artisti importanti come Pavarotti, dall’interesse per il musical (Tosca), per la musica classica (voce recitante in Pierino e il Lupo di Prokofiev), per il teatro (la regia per il balletto Pulcinella di Stravinski al Comunale di Bologna, nel 2007, anche in dvd) e così via.

È ricordato pure come conduttore televisivo de La bella e la bestia (2002), come attore ne I sovversivi (1967) dei fratelli Taviani, nel Quijote (2006) di Mimmo Paladino e nella televisiva Artemisia Sánchez (2008). Per questa poliedrica attività, Dalla ha meritato importanti riconoscimenti: le parole di elogio («autore e voce forte e originale che ha contribuito a rinnovare la canzone italiana nel mondo») del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e il 9 luglio 1999 la laurea honoris causa in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo, il famoso corso Dams, presso l’università della sua città. La laurea Dalla se l’è meritata anche con qualche prova non banale da scrittore: l’album riporta tre articoli per il Corriere della Sera su Bologna divisa tra Verdi e Wagner, sulla storia dell’editrice musicale Ricordi, sulla sua versione per la Beggar’s Opera (L’opera dei mendicanti, 1723) di John Gay.

Lucio Dalla aveva iniziato suonando il jazz col clarinetto in una band con Pupi Avati, facendosi conoscere poi con Renzo Arbore e in altre esperienze. Questa vena creativa affiorava in ogni sua interpretazione, essendo anche capace di improvvisare a lungo con la voce in maniera spontanea, geniale, imprevedibile. Come tanti, arrivato quasi per caso alla canzone, desta, sulle prime, più che altro curiosità con «Paff… bum» (1966) a Sanremo, poi con «4 marzo 1943» (1971). Ancora a Sanremo, si inizia a capire che sotto quell’apparente stramberia c’è qualcosa di geniale, di molto personale.

L’incontro con validi collaboratori per i testi e per le musiche fa maturare le prime canzoni memorabili: «Piazza grande», 1972, composta insieme a Ron, e album, a dir poco interessanti, come Anidride solforosa (1975) su testi di Roberto Roversi.

La consacrazione definitiva arriva poco dopo con Automobili (1977), che esprime la sua grande passione per lo sport: oltre alle auto e ai campioni di formula Uno, Lucio è spesso in prima fila per il suo Bologna e per una delle squadre di pallacanestro della sua città, con la quale si fa spesso fotografare, ironizzando sulla sua piccola statura. Con Come è profondo il mare (1977), album di otto canzoni, compresa quella dallo stesso titolo, il cantautore inizia a firmare tutti i testi e con Lucio Dalla (1979) sembra raggiungere una personale, riconosciuta perfezione. Tutte le nove canzoni di questo album — «Anna e Marco», «La settima luna», «Cosa sarà», «Milano» ecc. — si ricordano per qualche motivo, ma è soprattutto «L’anno che verrà», nota anche per il suo inizio «Caro amico ti scrivo», tipica delle sue visioni di sogno, di dialogo con il suo doppio, di espressioni paradossali, grazie alle quali «poterci ridere sopra e continuare a sperare». Nello stesso anno inizia il fortunato tour con Francesco De Gregori Banana republic, e l’anno seguente appare Dalla (1980), di un nonnulla inferiore al quasi omonimo e che presenta «Balla, balla, ballerino», la preziosa «Futura», «La sera dei miracoli», «Il parco della luna» e così via.

Non si può dire che Lucio Dalla si fermi qui, perché abbiamo «Caruso» (1986), un successo mondiale, cantato anche con Pavarotti e poi ripreso da voci come Andrea Bocelli e Celine Dion, «Attenti al lupo» (1990), gli album Il contrario di me (2007) e Angoli nel cielo (2009), senza dimenticare tante altre cose, in parte citate all’inizio, e la canzone le «Rondini» da Cambio (1990), il cui testo è stato letto al termine dei suoi funerali.

A riprova della rappresentatività della prima fortunata stagione, il dvd accluso alla pubblicazione contiene la ripresa di un breve recital di 11 canzoni, registrato presso la Televisione della Svizzera Italiana nel dicembre 1978 alla vigilia dell’uscita di Lucio Dalla (Rca It. 31424 lp e cd). Questo dvd fa parte di una collana con piccoli concerti simili che vedono protagonisti Pino Daniele, Gianni Morandi, Ornella Vanoni, Edoardo Bennato, Francesco Guccini, Domenico Modugno, Gino Paoli, Roberto Vecchioni e Paolo Conte.

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