LE ELEZIONI PRESIDENZIALI IN FRANCIA E IL FUTURO DELL’EUROPA

Quaderno 4006

pag. 353 - 367

Anno 2017

Volume II

ABSTRACT – Alla fine ha prevalso Emmanuel Macron, che ha conquistato il ballottaggio per le elezioni presidenziali francesi con il 66,1% delle preferenze, contro il 33,9% della sfidante Marine Le Pen.

Le recenti elezioni presidenziali francesi sono state eccezionali per diversi motivi. Anche per questo è opportuno rileggere le tappe che hanno portato a questo ballottaggio. La Francia presenta, infatti, un panorama politico che, accanto a fattori specifici, mostra alcuni elementi comuni a quelli delle altre democrazie europee. E l’evoluzione della situazione politica francese appare un fattore chiave dentro la «crisi» del progetto europeo originario.

È interessante rilevare come, nel momento in cui domina nella politica un grande senso di sfiducia verso l’Europa, abbia prevalso un outsider centrista pro-europeo. D’altra parte, queste elezioni hanno rivelato, o meglio, confermato la frattura profonda tra una parte della popolazione – rurale e delle periferie –, che si sente emarginata, e un’altra parte – i laureati che vivono nei centri urbani –, che gode dei benefici della globalizzazione.

Quasi ovunque, movimenti comunemente definiti «populisti» attirano gran parte dei voti di questi ambienti popolari scontenti. Ma lo scontento, in Francia, si è manifestato con forza ancora maggiore. Basti dire che i candidati rappresentanti dei partiti o dei movimenti cosiddetti «anti-sistema» hanno ottenuto la metà dei voti al primo turno.

La crisi del sistema riguarda sia i partiti tradizionali che i meccanismi istituzionali. La sinistra socialdemocratica e la destra democratica sono in crisi anche in Francia. Il risultato molto pesante dei socialisti, divisi al loro interno, sembra essere essenzialmente la sconfitta del presidente uscente, Hollande. Les Républicains di Fillon, dato per vincitore quasi certo a pochi mesi dal voto, hanno dovuto alla fine fare i conti con gli «scandali» che hanno colpito il loro candidato. Nello stesso tempo vengono messe in discussione alcune disposizioni della Costituzione che, insieme al sistema elettorale, fino a oggi hanno permesso ai governi della V Repubblica di contare su una grande stabilità.

La sfida che si presenta di fronte a Macron è quindi molto impegnativa. Il suo programma unisce elementi di centro-sinistra e di centro-destra, che gli consentono di occupare uno spazio che era stato un tempo quello del centro-destra cattolico e di una parte della sinistra non comunista, entrambi molto legati all’Europa. Ma molto ora dipende dalle prossime elezioni legislative, che ci faranno capire con quale maggioranza il nuovo Presidente potrà governare.

Per leggere l’articolo integrale, acquista il quaderno 4006.

Acquista il Quaderno