LA PARTE DEGLI ANGELI

Quaderno 3905

pag. 529

Anno 2013

Volume I

FILM 

a cura di V. FANTUZZI La parte degli angeli (Gran Bretagna, 2012). Regista: KEN LOACH. Interpreti principali: P. Brannigan, J. Henshaw, R. Allam, G. Maitland, J. Riggins, W. Ruane, S. Reilly, C. Maclean.Tribunale distrettuale di Glasgow. Ecco i casi del giorno: Albert (Gary Maitland), dopo aver bevuto litri di vermut, ha deciso di ingaggiare una prova di coraggio con un treno a tutta velocità. Mo (Jasmin Riggins) ha rubato un pappagallo in un negozio di animali. Rhino (William Ruane) è stato sorpreso mentre cavalcava un cavallo di bronzo (quello del duca di Wellington). Robbie (Paul Brannigan) ha cambiato i connotati a un paio di loschi figuri che non volevano lasciarlo in pace. Ma il suo è un caso particolare.Robbie non è un teppista qualsiasi. Ha energia e talento. Sta per diventare padre e vorrebbe cambiare vita. Ma l’ambiente degradato in cui vive lo rende vittima di una faida familiare che non promette nulla di buono per lui e per il figlio nascituro. Il padre della sua ragazza, Leonie (Siobhan Reilly), ritenendolo un fallito figlio di falliti, lo fa pedinare e pestare a sangue. Ma torniamo in tribunale, dove i quattro sopra indicati vengono condannati a scontare ciascuno 300 ore di lavori socialmente utili.La squadra degli addetti ai lavori sociali è sorvegliata da Harry (John Henshaw), un uomo dall’indole generosa, che conosce le traversie di coloro che, per essere nati e cresciuti in un ambiente socialmente disagiato, rischiano di rimanere chiusi in un circolo vizioso. Un giorno Harry decide di portare i suoi sorvegliati a fare una gita. Li carica su un furgone e si dirige verso quello che per lui, esperto conoscitore di whisky, è un autentico luogo sacro: una distilleria. La campagna è spettacolare, specialmente agli occhi di ragazzi che non hanno mai messo piede fuori dai bassifondi di Glasgow. Nella distilleria i giovani disadattati apprendono come si produce il whisky, come deve essere gustato, come annusarlo e come assaggiarlo. Scoprono anche il significato dell’espressione «quota degli angeli», cioè quel 2 per 100 dello scotch contenuto in una botte, che evapora ogni anno, spirito prelevato da altri spiriti. Robbie è incantato dal mistero che avvolge questa tradizione e scopre nel contempo di avere un palato fine. Come di consueto, Mo non resiste alla tentazione di infilare qualche bottiglietta campione nella sua borsa.Robbie comincia a confrontare tra loro i gusti dei vari tipi di whisky e cerca di farsi una competenza in materia consultando tutti i libri che trova sull’argomento. Harry è il suo mentore. Un giorno li incontriamo, tutti insieme, a una fiera del whisky a Edimburgo, dove Rory McAllister, Master of the Quaich (Maestro della coppa) conduce una «degustazione alla cieca». Anche questa volta, Robbie si fa notare per il suo palato fine e non passa inosservato agli occhi di un certo Thaddeus (Roger Allam) enigmatico cacciatore di whisky pregiati. Robbie e i tre amici scoprono che una botte di whisky eccellente sta per essere battuta in un’asta pubblica e venduta a una cifra stratosferica. Vestiti in kilt ed equipaggiati da escursionisti, i quattro raggiungono la località del Dornoch Firth dove si svolge l’asta, che ha l’aspetto di un rito tra iniziati. Ricorrendo a uno stratagemma che qui non è il caso di spiegare, Robbie e soci riescono a sottrarre alla botte preziosa quattro bottiglie di whisky, che poi sostituiscono con whisky ordinario. Rincasano con la bevanda di pregio dissimulata in quattro bottiglie di Irn Bru, la più comune delle bibite scozzesi.Sulla via del ritorno, Mo e Albert con la loro maldestraggine mandano in frantumi due delle quattro bottiglie preziose. Delle due rimanenti, Robbie riesce a venderne una a Thaddeus, ricavandone una cifra considerevole che divide con gli altri tre. Thaddeus offre a Bobbie un lavoro in una distilleria. È la nuova vita che desiderava. Resta una sola bottiglia del migliore whisky che esista al mondo. «La parte degli angeli» è per Harry, l’uomo che ha saputo offrire a Robbie una possibilità di rinascita.

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«Io, Daniel Blake», un film di Ken Loach

ABSTRACT – Un film tagliente come la lama di un rasoio. Meritatissima la Palma d’oro al Festival di Cannes 2016, che corona cinquant’anni di cinema del suo autore, il britannico Ken Loach, detto «Ken il rosso», interamente calato nel sociale,...