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LA FANTASCIENZA E LA SENSIBILITÀ CATTOLICA

Un’esperienza

Quaderno 4010

pag. 184 - 191

Anno 2017

Volume III

ABSTRACT – Chi scrive è uno scienziato, e un gesuita, appassionato di fantascienza, che proprio grazie a quest’ultima è divenuto uno scienziato. Da qui il mio tentativo di inquadrare la letteratura fantasy e di fantascienza da una prospettiva cattolica, e anche di proporre uno sguardo particolare sul rapporto tra scienza e religione.

In questa analisi, una questione particolarmente interessante è come mai tra i più noti e amati scrittori di fantascienza ci siano «insospettabilmente» tanti cattolici. Perché se è vero che gli scrittori di avventure, cattolici o meno, hanno successo solo se sono capaci di raccontare belle storie, è un dato che molti eccezionali scrittori di fantascienza e fantasy sono cattolici. John R. R. Tolkien e Gene Wolfe sono soltanto gli esempi più eclatanti del fatto che essere cattolico sembra essere un vantaggio in questo campo. Perché? Ad esempio, la concezione cattolica di un’umanità peccatrice comporta la presenza di personaggi che possono essere amati anche quando commettono errori e si comportano male. Superman, alla fin fine, è una noia; Frodo ci piace proprio perché sappiamo che può soffrire e fallire. E ancora trionfare.

D’altra parte, va rilevato che gli scrittori cattolici di maggior successo di rado introducono apertamente elementi religiosi nelle loro storie. Il cattolicesimo non è acqua santa e venerdì di magro: è un insieme di princìpi circa l’universo, al di là di ciò che possono dirci gli astronomi. E le buone storie vengono spesso dallo scontro tra visioni del mondo contrapposte. Essere cattolici in un mondo laico significa vivere quella tensione: si è già a buon punto.

La nostra sfida, e in effetti la nostra vocazione, è proprio quella di essere cattolici nel senso originario della parola: promuovere un’immagine che sia davvero abbastanza grande da essere «universale». In questo senso, l’obiettivo degli scrittori cattolici sembra essere, in fondo, quello di trovare nuovi modi per dire «Dio», pur restando fedeli a quello vero.

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SCIENCE FICTION AND CATHOLIC SENSITIVITY. An experience

Through a personal testimony, this article offers a brief but rich reflection on fantasy literature and science fiction from a Catholic perspective. It also seeks to explain why there are «unsuspectedly» many Catholics amongst the best-known and beloved science fiction writers, whom enable us to frame the relationship between science and religion from a particular point of view. Ultimately, the goal of Catholic writers must be to find new ways to say «God», while remaining faithful to the true one. The Author is the Director of the Vatican Observatory.

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