IMMANUEL KANT NEL BICENTENARIO DELLA MORTE

Quaderno 3697

pag. 38

Anno 2004

Volume III

L’articolo espone la teoria kantiana della conoscenza, che è stata definita la «rivoluzione» o «svolta copernicana» di Kant. Su che cosa si fonda la relazione di conformità tra una rappresentazione presente in noi anteriormente all’agire delle cose sui nostri sensi (i concetti a priori) e le cose stesse? Questa domanda segna la nascita della Critica della ragion pura. L’intelletto «non conosce da sé nulla», bensì mette solamente insieme e ordina il materiale fornitogli dall’intuizione (Anschauung). Kant è passato alla storia come colui che ha condotto a termine la svolta al soggetto introdotta nella nostra cultura già a partire dal Rinascimento. Egli si propone «una conoscenza trascendentale», cioè una conoscenza «che si occupa non tanto di oggetti quanto piuttosto del nostro modo di conoscere gli oggetti in generale, nella misura in cui questa [conoscenza] dev’essere possibile a priori». L’Autore è professore emerito di Filosofia moderna nella Facoltà di filosofia dei gesuiti a Monaco di Baviera.

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