IMMAGINI DELL’INFERNO NELLA LETTERATURA MODERNA

Quaderno 3937

pag. 18

Anno 2014

Volume III

Da secoli la letteratura non smette di presentare l’inferno in una sequenza di immagini terrificanti. L’articolo intende esporre quelle più ricorrenti nella letteratura dell’Otto e Novecento. A tale scopo esamina i più significativi testi «infernali» di alcuni noti scrittori quali Dostoev­skij, Pirandello, James Joyce, Bernanos, Sartre e altri.

La letteratura moderna generalmente rifiuta le immagini che dell’inferno presentano Dante e Milton; si sofferma all’inferno che è dentro l’uomo: vuoto di amore, solitudine, odio, assenza di senso, nausea della vita. Autore dell’inferno — si noti bene — non è Dio, ma è l’uomo che liberamente rifiuta Dio e si stabilisce in tale rifiuto. Mistero terrificante e di ardua comprensione. «Dove sono io — dice M. Jouhandeau —, ivi è la mia libera volontà; e dove è la mia libera volontà, c’è in potenza l’inferno assoluto ed eterno».

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IMMAGINI DEL PARADISO NELLA LETTERATURA MODERNA

L’aspirazione di Faust — fissare l’eternità nel tempo e fare della terra un paradiso — è una pallida immagine della realtà promessa dal cristianesimo e denominata «Paradiso», «Vita eterna», «Città santa». Finché siamo di qua, viatores, abbiamo l’aspirazione, non la...