IL DILEMMA DELL’INFINITO

Quaderno 3927

pag. 269

Anno 2014

Volume I

1 febbraio 2014

In questo saggio si affrontano alcuni aspetti dello sviluppo storico del concetto di infinito. Partendo dall’età classica, si sottolinea come questo concetto sia stato mal definito da Aristotele, tanto da continuare a influenzare la scienza moderna. Infatti Copernico continua a ritenere che l’universo è finito, come in precedenza aveva ipotizzato Tolomeo. Si sottolinea poi che, con l’avvento del cristianesimo, l’infinito comincia a perdere questo connotato negativo fino ad arrivare alla posizione di Niccolò Cusano, che è il primo a ipotizzare un’estensione infinita dell’universo. Poi si espongono le antinomie di Kant sull’estensione spaziale dell’universo (finito contro infinito) e si analizza la critica del matematico Cantor a Kant, riguardante la confusione, da parte di Kant, di due concetti distinti di infinito: l’infinito attuale assoluto e l’infinito attuale transfinito. Si conclude sottolineando che l’argomento sull’infinito di Kant è più una ricerca sulla fondazione metafisica della scienza che la deduzione razionale, formale e astratta di Cantor.

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