IL CINEMA SECONDO GODARD

Quaderno 3971

pag. 444

Anno 2015

Volume IV

Da diverso tempo non si vedeva sugli schermi italiani un film di Jean-Luc Godard. È accaduto con Adieu au langage, premio speciale della giuria al festival di Cannes 2014. Lo spettatore è invitato a partecipare a un evento anomalo rispetto alla consueta fruizione cinematografica. Può sembrare un rebus oppure una partita a scacchi ingaggiata con un regista che, a 83 anni passati, non ha ancora perso il gusto di provocare e, pur nel mutare delle circostanze, ha saputo mantenersi fedele al criterio da lui formulato quando ha dato origine alla Nouvelle Vague: il cinema è uno strumento fatto per pensare. L’articolo rievoca altri film di Godard: À bout de souffle; Vivre sa vie; Le mépris; Pierrot le fou; Passion; Je vous salue, Marie.

 

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