GIOSUE CARDUCCI VISTO DA UNA SUA ALLIEVA

Quaderno 3770

pag. 128

Anno 2007

Volume III

Dopo aver mostrato i caratteri salienti della personalità e della poesia del poeta toscano alla luce della critica attuale, l’articolo presenta i ricordi di un’allieva di Giosue [senza accento] Carducci, nei quali alcuni episodi della vita privata del poeta mettono in risalto la sua nostalgia e il suo desiderio di Dio, nonostante il suo anticristianesimo conclamato pubblicamente. Carducci non ebbe una cultura filosofica, ossia una concezione della vita e del mondo. Anzi, rifuggì di proposito da tutto ciò che gli pareva metafisicheria e si disse nato per l’azione. Se pure gli balenò il problema del perché delle cose, si affrettò a risolverlo col non pensarci. Fu un uomo sostanzialmente semplice e privo di complicazioni nei sentimenti, nel pensiero, nell’arte. Da qui quella debolezza ideologica che gli è stata rimproverata, ampiamente dimostrata dalla contraddizione religiosa che lo fa insieme celebratore di Satana e autore di versi cristianeggianti.

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