ELIE WIESEL, LA NOTTE DELLA «SHOAH»

Quaderno 3987-3988

pag. 251 - 260

Anno 2016

Volume III

All’età di 87 anni, è morto lo scrittore Elie Wiesel. Aveva vissuto la notte dell’orrore nel campo di concentramento di Auschwitz e aveva atteso dieci anni prima di raccontarla. Poi non ha più smesso di farlo.

Il suo primo libro, La notte, è un gioiello letterario, nato dalla sofferenza vissuta, meditata, mai del tutto accettata. Esso ha fatto scoprire all’Occidente l’orrore della Shoah («perché il mondo non vada perduto») e rimane il libro più significativo della vita di Wiesel, nonostante le sue numerose successive pubblicazioni.

I temi principali de La notte sono interpretati in quest’articolo nella prospettiva del silenzio di Dio, che distrugge ogni certezza, umilia la fede, sconvolge la mente: una realtà che non è martirio solo del credente, ma di tutto il popolo di Israele.

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Auschwitz 1944. La «fabbrica della morte» funziona a ritmo sostenuto con criteri industriali. Un prigioniero ebreo di nome Saul Ausländer crede di riconoscere in un ragazzo, estratto «miracolosamente» vivo da una camera a gas e subito soffocato da un medico...