COSCIENZA MORALE E GOVERNO DI SÉ

Quaderno 3817

pag. 29

Anno 2009

Volume III

Ai politici del suo tempo santa Caterina da Siena scrisse: «Non si può essere buoni politici se prima non si signoreggia se stessi». Se l’attuale crisi politica è causata dall’incapacità di distinguere il bene dal male e dal preferire gli interessi personali al bene comune, la cura e la formazione della «coscienza morale», che per gli antichi era il «cuore», è la dimensione interiore da cui ripartire per scoprire quali valori seguire e perché si deve evitare il male e fare il bene. La coscienza politica del cristiano ha il compito sia di ascoltare Dio nell’intimità, sia di impegnarsi per il bene comune secondo verità. Essa non è prerogativa soltanto di chi fa politica nel senso tecnico del termine, ma è caratteristica umana imprescindibile, che va formata e curata per vivere una piena moralità umana. Attraverso l’esercizio dell’amore fraterno, che per il credente appartiene alla realtà stessa del suo rapporto con Dio, si antepone il bene comune al proprio.

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